Abiti per le feste e per il giorno dopo

abiti e capi per le feste

Ecco, stanno arrivando! Stiamo cercando di non pensarci, ma stanno arrivando. Arrivano velocemente, a grandi passi e certo non in punta di piedi. Stiamo cercando di ignorarle ma non ci riusciremo per molto, anche se quest’anno sembrano strane, sottotono, in austerity, mosce! Eppure le indiscusse “regine” fra tutte le feste restano loro: le feste di Natale! E sua maestà Natale pretende regali: quelli per gli affetti, quelli per dire grazie, quelli perché qualcuno se lo aspetta, quelli per se stessi.
E i regali per “se stessi” sono quelli nei quali siamo disposti a spendere di più, perché come dice un vecchio detto: chi ci è più parente di noi stessi? Diciamolo un bel regalo ce lo meritiamo dopo mesi di arresti domiciliari! Dei capi di abbigliamento in seta o lana preziosa, un bellissimo cappotto o un bel pantalone sartoriale comodo, confortevole e da indossare a lungo.

Posso affermare con certezza che oggi acquistare capi di sartoria, è cool, è chic, è ricercato.
Si predilige l’unicità, l’attenzione alla provenienza e alla capacità del tessuto di essere ecosostenibile. Si sceglie di rispettare il lavoro di persone che operano in ambienti sicuri e che sono retribuite in maniera equa.

Vi sento. Sento i vostri pensieri!

Vi state chiedendo: “tutto questo fa crescere il prezzo del prodotto!”
Non è così: il prodotto artigianale ha un’anima. Per un capo su misura il tempo è un valore che non si misura con il denaro!
Sto parlando di abiti con uno stile preciso, iconico, capaci di avere una vita propria, che scorre parallela alla nostra, per anni. Mi viene in mente il dolcevita nero di Steve Jobs, il trench del tenente Colombo: sono capi che definiscono il personaggio. I capi di pregio se rispettati e lavati con cura, possono essere riparati, scorciati, trasformati. Possono avere una nuova vita, essere indossati di nuovo finché, appesi ai ricordi, saranno riposti fuori mano, ma non buttati.

Nel libro della giapponese Marie Kondo dedicato all’ordine dei propri spazi, la scrittrice ringrazia gli abiti vecchi prima di buttarli, per averla protetta e accompagnata con gioia e per il tempo trascorso insieme.

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